Arriva la Primavera: attenzione a pulci, zecche e zanzare!

L’arrivo della bella stagione invoglia spesso chi ha scelto un cane per amico a trascorrere con l’animale più tempo all’aria aperta, passeggiando e giocando con esso nel verde.
Anche i gatti che hanno l’abitudine e la possibilità di uscire di casa si sentono maggiormente attratti, con i primi tepori primaverili, da attività come le esplorazioni territoriali o la caccia.
Sebbene sia per certi versi da considerare più salutare rispetto alla vita d’appartamento, l’aumentata permanenza all’aria aperta non è tuttavia scevra di pericoli per i nostri beniamini a quattro zampe: tra i principali problemi derivanti da tale abitudine, ricordiamo le cosiddette ectoparassitosi, cioè le infestazioni da parassiti cutanei e le patologie a esse correlate.


Negli ultimi anni il problema è sempre più sentito dai proprietari degli animali, specialmente in considerazione dello stretto rapporto di convivenza con cani e gatti: questi ultimi, infatti, occupano insieme a noi gli spazi vitali della casa e in quest’ottica la lotta agli ectoparassiti diviene in un certo qual modo un atto di difesa del territorio comune.
Difendere i nostri beniamini da pulci, zecche & c., dunque, significa anche difendere il nostro ambiente di vita (e in ultima analisi noi stessi) da una serie di problematiche portatrici di fastidio e disagio.

L’infestazione da pulci (scientificamente definita pulicosi) è indubbiamente la più nota e diffusa ectoparassitosi di cane e gatto. La parola “pulce” suscita già di per se stessa una sgradevole sensazione pruriginosa e, anche se il problema è nella maggior parte dei casi circoscritto unicamente a cani e gatti, non sono rari i casi di interessamento della nostra specie. 

Proprio per questo motivo, è fondamentale tenere il problema sotto controllo, verificando di tanto in tanto l’eventuale presenza di questi insetti sul corpo di cani e gatti, intervenendo al più presto nelle situazioni a rischio e mettendo in atto, quando risulta indicata, una regolare prevenzione in tal senso.

Le pulci sono piccoli insetti scuri, appartenenti all’ordine zoologico degli Afanitteri.
Lunghe alcuni millimetri, si nutrono del sangue e dei detriti cutanei del proprio ospite, sul cui corpo depongono le uova, successivamente diffuse nell’ambiente circostante. Non è difficile rendersi conto della presenza dei parassiti adulti sul corpo di cani e gatti: è infatti molto spesso possibile osservarli a occhio nudo correre e saltare sulla loro pelle, individuando nella maggior parte dei casi i loro escrementi (si tratta del sangue digerito, simile a una fine polvere scura che, se schiacciata, assume una colorazione rossastra) tra il pelo. Dopo la deposizione delle uova, ha luogo una serie di trasformazioni (metamorfosi) che, passando attraverso gli stadi di larva e pupa, porta allo sviluppo dell’individuo adulto, responsabile della parassitosi.

Cani e gatti infestati dalle pulci possono presentare un’ampia serie di sintomi, a seconda della gravità del problema. Nei casi lievi, la malattia può anche passare inosservata o tutt’al più essere caratterizzata da un modesto prurito.
Nelle situazioni più serie, questa manifestazione clinica si rende decisamente più evidente, intensa e ad accessi: gli animali, infastiditi, sono nervosi e irrequieti, si grattano più o meno insistentemente, sviluppando eventualmente sul corpo lesioni dermatologiche secondarie, quali per esempio infiammazioni, ferite, croste, piaghe infette, ecc.
Se le pulci sono parecchie, la loro attività ematofaga può anche portare a condizioni di anemia, peraltro di raro riscontro nella pratica. Un aspetto decisamente importante, invece, è la cosiddetta dermatite allergica da pulci, determinata da una
sostanza allergizzante contenuta nella saliva dell’insetto: è sufficiente in tal caso anche un solo parassita per scatenare imponenti reazioni cutanee, che tendono rapidamente ad aggravarsi - amplificate dagli autotraumatismi suscitati dal
prurito - con il trascorrere del tempo.
Le pulci sono altresì in grado di trasmettere all’ospite agenti patogeni: classico è il caso della peste umana, problema che non riguarda, però, cani e gatti, per i quali va invece menzionata una teniasi dovuta a un verme piatto (il cestode Dipylidium caninum) che si localizza nell’intestino.

Esistono in commercio moltissimi preparati destinati a combattere le pulci: sarà il veterinario di fiducia a consigliare i prodotti più idonei, in funzione delle caratteristiche che contraddistinguono ogni singola infestazione.
E’ tuttavia importante ricordare che, per effettuare un lavoro ben fatto e completo, è quasi sempre necessario intraprendere un trattamento per eliminare i parassiti adulti dall’animale e uno per eliminare uova, larve e pupe dall’ambiente circostante.
I soggetti a rischio dovrebbero poi essere regolarmente sottoposti al trattamento profilattico continuativo, quanto
meno nelle stagioni primaverile ed estiva.
E’ infine doveroso sottolineare le caratteristiche di cui dovrebbe essere dotato un buon prodotto anti-pulci:
efficacia sui parassiti, sicurezza per gli animali e l’uomo, facilità d’impiego per chi lo utilizza.
A tale proposito, la ricerca farmacologica veterinaria ha negli ultimi anni messo a punto diverse molecole che
incarnano i requisiti sopra citati e che possono pertanto essere impiegate con le massime efficacia, sicurezza e
praticità per sconfiggere questi sgraditi ospiti di cane e gatto.

L’aumento della temperatura ambientale, tipico della stagione primaverile, risveglia le zecche dalla quiescenza 

invernale, rendendole nuovamente attive e pronte a cercare ospiti cui attaccarsi per succhiarne il sangue.
La loro presenza su cane e gatto può essere più facilmente avvertita al tatto che con la vista: accarezzando
l’animale, i parassiti vengono percepiti come piccole protuberanze in rilievo sulla superficie corporea del quattrozampe.
Il problema delle zecche riguarda da vicino anche l’uomo, poiché questi insetti sono in grado di parassitare la
nostra specie e di trasmettere delle gravi patologie.
E’ pertanto fondamentale, come nel caso delle pulci, tenere costantemente sotto controllo cani e gatti (specie dopo che si sono recati in aree verdi), onde accertare
l’eventuale presenza delle zecche e intervenire con i rimedi specifici.

Le zecche sono insetti di colore bruno-grigiastro, appartenenti alla classe zoologica degli Aracnidi (sono
quindi imparentate con i ragni) e approssimativamente grandi quanto una lenticchia.
Vivono di preferenza nelle aree verdi (prati, giardini, boschi, pascoli, ecc.), ma possono facilmente essere
veicolate dai cosiddetti animali spazzini (colombi, topi, ecc.) e trasportate un po’ dappertutto: le possiamo pertanto
trovare anche sul terrazzo di casa o tra le piante ornamentali coltivate in appartamento.
Le zecche si nutrono del sangue dell’ospite, sul quale si attaccano grazie alla presenza di una sorta di rostro boccale:
una volta individuata la propria vittima, si arrampicano o si lasciano cadere su di essa e introducono la testa nel suo
corpo, succhiandone il sangue e respirando tramite particolari strutture canalicolari che si aprono all’esterno.

L’azione patogena delle zecche nei confronti di cane e gatto può essere molteplice.
Innanzitutto, la sottrazione di sangue, specie se il numero dei parassiti è piuttosto elevato,

può provocare forme anemiche anche di una certa entità.
In secondo luogo, le punture di zecca possono dare luogo a piccole ferite e lesioni cutanee a rischio d’infezione secondaria. 

Alcune varietà di zecche, poi, possono inoculare nell’organismo di cani e gatti sostanze tossiche capaci di
suscitare forme di paresi e paralisi: ciò, per fortuna, è estremamente raro nei paesi europei.
Infine, non va dimenticata la possibile trasmissione, a seguito della morsicatura, di malattie infettive di una certa
gravità, come per esempio la piroplasmosi, l’Ehrlichiosi, la Malattia di Lyme e l’Emobartonellosi.

Se le zecche individuate sono poche, è preferibile rimuoverle manualmente dal corpo del proprio beniamino a
quattro zampe: a tale scopo è sufficiente lasciar cadere sul parassita qualche goccia di olio di oliva o di uno

specifico preparato anti-zecche, attendere alcuni minuti per dare modo all’insetto di estrarre la testa dal corpo

dell’ospite e sfilarlo delicatamente (senza strappare o strattonare) mediante una pinzetta, aiutandosi eventualmente con
movimenti rotatori.
Se, invece, le zecche sono numerose e sparse un po’ dappertutto sul corpo di cane e gatto, può essere utile
l’impiego di un prodotto specifico per uso esterno, eventualmente preceduto da un bagno medicato.
La prevenzione, anche in questo caso, è fondamentale, soprattutto nei soggetti più a rischio di altri a causa di
particolari situazioni geografico-ambientali o di maggiore predisposizione individuale: si possono utilizzare i prodotti
anti-zecche facilmente reperibili in farmacia o nei negozi specializzati, meglio se dopo essersi fatti consigliare dal
medico veterinario di fiducia circa il preparato più adatto alle singole circostanze.
E’ comunque in ogni caso buona norma controllare, a fine giornata, la pelle dell’animale - centimetro dopo
centimetro - accarezzandone meticolosamente il mantello e lisciandolo un po’ dappertutto, al fine di evidenziare al tatto
la presenza delle zecche: particolare attenzione va prestata ad alcune aree corporee generalmente trascurate, come per
esempio le zampe (in particolar modo gli spazi interdigitali), la faccia interna dei padiglioni auricolari, il muso e il ventre.

Oltre a pulci e zecche, cane e gatto possono essere parassitati da altri ospiti indesiderati.
Tra questi, i più importanti sono i pidocchi (di non frequente riscontro nella pratica), gli acari (responsabili di
differenti patologie, tra cui l’otoacariasi e la cosiddetta rogna cutanea) e le zanzare.
L’importanza di queste ultime non è tanto legata alla loro azione diretta, quanto alla possibilità di trasmettere
gravi malattie, quali la filariosi cardiopolmonare (in grado di colpire cani e gatti) e la leishmaniosi (che riguarda la sola
specie canina), per prevenire le quali è quindi anche importantissimo mettere in atto una corretta lotta alle
zanzare mediante i prodotti specifici.

In commercio si trovano: Fialette, che vanno applicate sul dorso dell'animale, in un solo punto o su tre punti a seconda della marca, vanno somministrate almeno una volta al mese, Collari, che hanno durata che va dai 4 agli 8 mesi ( a volto possono causare allergia a livello del collo) oppure la compressa di nuova produzione, viene somministrata per bocca ed ha una durata di 3 mesi. In commercio nelle erboristerie poi potete trovare l'olio di neem un olio naturale repellente, molto utile soprattutto in estate quando si vuole dare ancora una protezione in più.

Per maggiori info chiedere sempre consiglio al veterinario di fiducia.